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venerdì 7 gennaio 2022

AgilTime

“Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

 

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non

solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,

ma tempo per essere contento.

 

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

 

Ti auguro tempo per toccare le stelle

e tempo per crescere, per maturare.

 

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.

 

Ti auguro tempo per trovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

 

Ti auguro tempo anche per perdonare.

 

Ti auguro di avere tempo,

tempo per la vita.”

Elli Michler


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venerdì 29 maggio 2020

Erranza



Erranza come attraversare il mondo; erranza come vedersi passare accanto il mondo.
Attraversare il mondo implica l’idea del movimento, attraversare la realtà, muoversi nella vita: è indicatore dell’azione volta all'essenza del vivere. L’errante è quindi in primis inteso come l’uomo libero d’agire. Senza vincoli né catene. L’individuo completamente a proprio agio nella pienezza della propria libertà. Colui che non si smarrisce, bensì si ritrova nella novità della scoperta. Se ne nutre e ne attinge forza di spirito. L’errante è pieno, centrato, ebro di libertà.
Al contrario l’erranza come vedersi passare accanto il mondo è l’errore dell’uomo immobile. L’individuo che ripudia l’azione. Che si sente smarrito nella vastità della propria libertà. Prova vertigine nella facoltà di scelta. Erra, cade, fallisce nella propria possibilità di sviluppo, apprendimento, di compimento pieno del proprio scopo.
Questa dicotomia dell’erranza Bauman, il teorico della vita liquida, la rintraccia in due figure erranti: il turista ed il vagabondo. Entrambi vivono l’erranza con significati diversi: chi erra spinto dalla pulsione ardente della vita e chi dalla attesa della morte.
Il turista che vuole scoprire, si evolve e promuove i suoi aspetti socioeconomici nella pienezza della vita e centrato sul mondo lo attraversa consapevolmente.
Il vagabondo, alter-ego del turista, vede il mondo passargli attorno intimorito, smarrito e rassegnato all'idea di esserne spettatore.
Entrambi erranti ma con significati e significanti diversi. Erranza come movimento libero, erranza come errore, turista come protagonista, vagabondo come spettatore: figure diverse ma comunque destinate inesorabilmente a convivere nell'erranza. Pertanto si segna un legame, un vincolo, una sintesi da non poter ripudiare.
Non vi è crescita senza errore ed ogni protagonista necessita di uno spettatore. Sta a noi accogliere l’erranza in noi, intorno a noi, nella vita e nel mondo.


venerdì 24 aprile 2020

Routine




Diversi studi sono concordi sul fatto che occorrano 66 giorni per creare una abitudine. Così ugualmente per modificarla. Lo avevo appena appreso quando decisi di voler smettere di fumare e con questa consapevolezza mi risultò più facile compiere il primo passo e portarlo a compimento. Avevo coscienza di dover resistere poco meno di dieci settimane per vincere il vizio e dimostrarmi padrone di me stesso. Avevo provato tante volte a smettere ma mai con questa consapevolezza. Quindi funziona, fidatevi.
Possiamo crearci delle routine positive per il nostro benessere e la nostra crescita sapendo che l’obiettivo è sforzarci nel breve tempo e non mollare affinché diventi un comportamento abituale e il più delle volte inconscio. Ecco nove buone abitudini che dovresti conoscere:

1.       Guardare poca TV e razionalizzare l’uso del telefono;

2.       Scrivere gli obiettivi: dal più piccolo e immediato al più grande e a lungo termine; ma scriverli e fare in modo che possano essere visti spesso;

3.       Curare e allenare il fisico: l’allenamento genera energia positiva e sempre disponibile anche alla mente;

4.       Cercare gente positiva, ottimista ed entusiasta: solitamente sono le più intelligenti da frequentare;

5.       Concentrarsi una cosa alla volta con scala di priorità: Importanti e Urgenti – Importanti ma non Urgenti – Non Importanti ma Urgenti  – Ne Importanti ne Urgenti;

6.       Cercare il flusso ed evitare le distrazioni, per osservare il tutto si finisce per non finire nulla;

7.       Rendersi fluido ed adattabili: il mondo è in continua evoluzione ed ogni giorno è diverso dall'altro;

8.       Ascoltare: il primo principio della condivisione come apprendimento è la pro-attività percettiva;

9.       Ringraziare: c’è sempre un buon motivo per esser grati; l’amico per la presenza ed il nemico per l’occasione di crescita;

Prova ad implementare anche una di queste abitudini nella tua quotidianità e sono certo che ne apprezzerai gli effetti positivi molto presto.



giovedì 23 aprile 2020

Abilità


Nella convinzione positiva che saremo presto fuori da questo particolare momento, si avvicina il momento della ripartenza. Ma vista la situazione che ci ritroveremo sarebbe più opportuno parlare di ricostruzione. Saranno da ricreare un nuovo tessuto sociale, una nuova etica economica ed una nuova filosofia politica. Nel mentre che tutto questo accadrà l'augurio è che si ritorni alla affermazione delle abilità. Una competenza senza il saper fare è fine a se stessa. Tanta gente critica per faziosità e molti 
parlano senza competenze. Però per fortuna esistono persone che sono in grado di fare competentemente. Sono quelle persone che sanno fare con quello che hanno. Per le quali un ostacolo è una sfida. Vedono in una privazione la possibilità di nuove strade. Riconoscono in una crisi le opportunità. Oppure le sanno creare. Sono gli uomini e le donne delle possibilità oltre la cima. Sono quegli individui che sanno valutare le critiche costruttive, ma non si curano delle critiche ingiuste: sono solo i celati complimenti di chi riconosce indirettamente un merito. Alle parole antepongono fatti di valore reale. Gli "abili" sono già di per se pochi. Tuteliamoli perché ne avremo estremamente bisogno.

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mercoledì 22 aprile 2020

Resterà


Dopo il confinamento forzato della pandemia intravediamo il possibile, probabilmente parziale e graduale, ritorno alla "normalità". La previsione sul "come" sarà tecnicamente la lasciamo agli esperti. Ma l'isolamento per certo ci porterà ad avere una consapevolezza di una collettività ritrovata. Le sfortune comuni innalzano il senso di solidarietà anche per lo sconosciuto. L'individualità riscopre la propria essenza in una sfera comunitaria, dove perseguire il proprio benessere è strettamente e direttamente correlato al soddisfacimento del bene comune. Inoltre, avremo certamente maggiore dimestichezza con il mondo digitale, che in qualche modo ha surrogato la nostra esigenza di relazione sociale, mitigando il disorientamento della lontananza affettiva. Non solo strumenti di smart working ma anche di social meeting. Sapendo bene che l'importante e preziosa esperienza fisica non potrà essere sostituita da un microfono ed una webcam, non si può che costatare l'aiuto che gli strumenti digitali stanno fornendo e potranno dare nel futuro. Saremo anche coscienti che il consumismo spinto fino all'inutile dove siamo arrivati non potrà essere sostenibile. Il ripensamento delle priorità sarà spinto verso l'essenziale con sano equilibrio. E questo sarà anche dovuto al fatto che, anche i più giovani, in questa situazione, indotti probabilmente pure dallo stato sanzionatorio, ci siamo per forza dovuti riscoprire più coscienziosi, responsabili e maturi. Quindi un nuovo stato delle cose con molta meno approssimazione, tornando ad avere fiducia nelle scienze e nelle competenze. Sperando che queste trovino la loro giusta declinazione oltretutto nelle più importanti istituzioni politiche e governative.
Tutto ciò mi rende fiducioso che il futuro sarà migliore.

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martedì 21 aprile 2020

Svolta


Chi prima chi dopo, ci siamo trovati tutti ad affrontare una sfida così importante sul nostro sviluppo e sul nostro successo come quella di decidere quando svoltare e quando perseverare nella strada intrapresa. La domanda di fondo che tutti ci facciamo è: stiamo facendo realmente progressi sulla nostra visione di vita al punto da pensare che questa sia realmente corretta oppure dobbiamo provvedere ad un profondo cambiamento? Questo è quel cambiamento che si chiama "svolta". Una correzione mirata e adeguata alla rotta che vogliamo seguire. Non vi è una ricetta magica oppure un modello matematico da poter utilizzare per decidere se svoltare o perseverare. Non può e non deve essere eliminato l’elemento umano: visione, intuito, giudizio, sensazioni. Tutto ciò convoglia la creatività nella sua forma più produttiva, mentre il continuare a perseverare distrugge il nostro potenziale creativo. Chi non riesce a decidere se intraprendere una nuova direzione in base ai riscontri che ha, può rimanere intrappolato in una terra di morti viventi senza né crescere e ne morire, in un limbo dove consuma se stesso e chi gli sta intorno: nessun avanzamento o peggio andare a schiantarsi brutalmente al primo ostacolo. 
La buona notizia è che noi possiamo imparare, abbiamo una creatività innata e la capacità grandissima di raccogliere i segnali anche nel rumore di sottofondo di una grigia inesorabile routine. Alla base vi è la consapevolezza, che può essere anche imperfetta, ma possiamo migliorarla con adeguate attenzioni. Così potremo allineare ogni nostro sforzo o "movimento" alla nostra visione creandoci valore e stimolando in conseguenza la nostra felicità. Una buona svolta ci può riportare sulla rotta del nostro vero successo sostenibile.

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lunedì 20 aprile 2020

Il Processo



Le cose possono capitare e accadono. Sbagliamo tutti i giorni. Nelle situazioni più disparate. Chi vi dice che non commette mai errori o mente sapendo di mentire, oppure è un idiota da allontanare immediatamente da voi! Noi molto spesso riconosciamo ciò che non va. Ma sentiamo estremo il dovere di colpevolizzare qualcuno. E di sovente la prima persona che mettiamo in discussione siamo noi stessi. Emblematica è la frequente frase: “forse non sono portato per questo o per quello...”. Quindi colpa mia per inadeguatezza. Quale sarebbe la soluzione? Facile: mollo tutto e scappo!
Immediatamente dopo la nostra sete di giustizia ci porta a condannare colui con il quale si confeziona il peccato. Nella migliore delle ipotesi il più modesto produce l’aberrante affermazione: “la colpa è nel mezzo – 50 e 50!” Così siamo tutti meno responsabili, dividiamo il peccato e saremo almeno mezzi salvi. Siamo esseri umani e commettiamo errori. Quando si trova di fronte un errore alla gente viene “normale” mettersi a cercare un responsabile anziché cercare di risolverlo. Il modo in cui si gestiscono quegli errori può avere un impatto straordinario su di noi e sulla qualità che esprimiamo verso gli altri. 
Ciò che si impara studiando Scrum nell'Agile Project Management e che può essere sperimentato facilmente è che l’esperienza diventa significativa esclusivamente per l’apprendimento; ciò che conta veramente è analizzare la situazione attuale e lavorare sul futuro. Tutto ciò ch'è stato è del tutto irrilevante. Costruiamo il contesto giusto per fare del nostro meglio e tendere a quell'eccellenza che in tutti noi. Solo così ogni errore sarà foriero di nuove opportunità! Non importa nulla la colpa ma analizza il processo, e così risolvi il problema.

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sabato 18 aprile 2020

Frenesia


Sarà per certo capitato a tutti noi di metterci a lavorare a testa bassa, senza fermarci un attimo a pensare se il cammino fosse realmente verso quell'obiettivo che volevamo raggiungere.
Con la mia compagna eravamo in viaggio in autostrada, molto concentrati sul guidare la macchina al meglio, abbiamo superato senza accorgercene, lo svincolo che ci avrebbe portato verso la nostra destinazione di vacanza. Risultato: maggiore tempo, strada, denaro, stress.
Quando premiamo l'acceleratore della nostra vita, è opportuno avere le idee molto chiare su quello che vogliamo realizzare. Rischiamo altrimenti di cadere in quel "fanatismo" che Bierce definiva ne "Il dizionario del Diavolo" come il raddoppiare i tuoi sforzi dopo aver dimenticato l'obiettivo.
Una carriera soddisfacente? Realizzare una grande opera? Una vita degna di essere vissuta? Qualunque sia il tuo obiettivo non si può prescindere dal distanziarsi da un modus operandi frenetico, di contingenze ed operatività immediata. Ma la capacita di autoanalisi, consapevolezza e riflessione per organizzare il proprio tempo al fine di massimizzare la propria produttività, pienezza di gioia e soddisfazione, dovrà essere sempre presente nel tuo metodo. Non si può demonizzare il pensiero lento della consapevolezza, perché sarà quello che potrà garantire la strada della vera felicità in ciò che si fa.

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venerdì 17 aprile 2020

Il saper non fare


In una buona organizzazione troviamo sempre tempo e modo per fissare le cose da fare. Ci sono persino diverse applicazioni che ci aiutano nelle "to do list". Siamo alla ricerca costante di efficienza ma, delle innumerevoli risorse che abbiamo a disposizione a proprio piacimento o necessità, ve n'è una di cui non ne possiamo usufruire illimitatamente ed anzi, inesorabilmente, si consuma un giorno dopo l'altro: il tempo. La sua gestione parte da un presupposto fondamentale ch'è fissare le priorità nelle cose che generano maggior valore. A tutto il resto si potrà relegare quanto ne resta inutilizzato. Per addivenire a ciò il modo più efficace è imparare il "No". Sapere cosa non fare equivale a rifiutarsi di svolgere ogni azione che comporti un investimento, oltre che di energie, di tempo. Il "No" è la parola che fa guadagnare tantissimo tempo. La prima causa della perdita del tempo sono le persone: saranno spesso impegnate, non riuscendo a gestire il proprio tempo, a chiederti aiuto per delle loro mansioni. O peggio cercheranno di delegare a te i loro compiti. Quindi dobbiamo chiederci: "questo è l'uso più produttivo per me del mio tempo?" Se la risposta è negativa, possiamo serenamente ringraziare per la richiesta e, gentilmente, rispondere che ci occuperemo della cosa se e quando sarà possibile, una volta terminate le nostre priorità. Hai già molti impegni e responsabilità a cui star dietro. La lista di lavoro che puoi svolgere materialmente è oramai satura. Attenzione!! Non parliamo solo di lavoro ma è un valore da custodire ed implementare a dovere anche la sfera umana di ogni persona: la famiglia, gli affetti, le amicizie, gli hobby e le passioni generano un valore immenso e necessitiamo di tempo per prendercene cura adeguatamente. Solo se smettiamo di fare cose che non producono valore possiamo tenere sotto controllo il nostro tempo ed impiegarlo al meglio. Rifiutati di farti aggiungere cose da fare che per te non hanno valore. Sperimenta il "No". Dillo consapevolmente e sarai padrone del tuo tempo. 

AgilTime

“Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo i...